7 consigli per scrivere un post (quasi) perfetto per Google

7 consigli per scrivere un post (quasi) perfetto per Google

Esiste il post perfetto? Ovvero quello che ‘spacca’ su Google? Beh, in linea di massima sì.

Certo, bisogna premettere alcune cosette essenziali affinché un contenuto sia amico dei motori di ricerca: occorre che sia inserito in un’ambiente in cui non solo ci sono tanti altri post SEO friendly ma che sia presente da un po’ sulla rete (più il dominio – www.nomedelsito.it – è antico, meglio è) e che, magari, sia finito nella cerchia di Google News e apprezzato da Discover. Ciò perché una rondine non fa mai primavera ma ci vuole uno stormo…

Scritto ciò, i requisiti che ritengo essenziali non sono frutto di letture di libri del settore ma dell’esperienza sul campo: battaglie che durano da anni, post dopo post, link dopo link. Le teorie, infatti, hanno spesso lo stesso difetto: l’ottimismo. Come se ci fossero in giro delle ‘formulette magiche’ da applicare a qualsivoglia contenuto per diventare il re delle prime pagine di Google. No, non è così. Il sito deve acquisire qualità e quantità, due misure che devono viaggiare di pari passo.

Da un lato, infatti, non basta ‘vomitare’ una miriade di post per finire nelle grazie del sito di Mountain Views; dall’altro non serve neanche scriverne pochi ma con uno stile impeccabile e con contenuto al 101% originale. Insomma, ci vuole perseveranza, pazienza e tempo per mettere su un sito che possa generare un discreto traffico organico.

Ora è arrivato il momento, a mo’ di lista, di elencarvi brevemente ciò che un post deve contenere per coltivare la speranza di finire nelle SERP.

      1. Dividere il post in paragrafi, magari di tre. Evitate i mattoni. Non solo perché sono anti-estetici e trasmettono pesantezza ai lettori (come i manuali di diritto, per intenderci) ma anche perché permettono una migliore leggibilità (e questo piace un sacco a Google). Inoltre, se il vostro sito è ben configurato con i banner, più paragrafi, significano più Adv e, quindi, più entrate;
      2. Non limitatevi alla foto d’apertura del contenuto. Sì, quella che mettete in evidenza. Il consiglio è inserirne almeno un’altra, qua e là. E poi è di fondamentale importanza la misura di queste foto: 1200 pixel.
      3. Ah, già… le parole chiave o frasi chiave. Individuatela e appiccicatela nel primo paragrafo (preferibilmente all’inizio), qua e là negli altri (ma senza esagerare: altre 4/5 volte bastano), nel titolo (che non è detto sia il title perché potete distinguerli) e nella meta-description. Sì, tranquilli. In caso di WordPress esistono bei plugin come Yoast SEO.
      4. Link interno. No, non è auto-referenziale. E non serve solo per evitare che il lettore, consumato il post, rimbalzi subito da un’altra parte e amen. Ma ‘fa punteggio’. Anzi, vi consiglio un bel LEGGI ANCHE: titolo del post (con link in uscita ma in un’altra scheda), magari poco sopra le altre foto inserite all’interno del contenuto.
      5. Link esterno. Non funge da mero approfondimento. A Google (e a Bing e compagnia bella) piace perché internet è una ragnatela e i link sono i fili. Se non crei un contenuto che faccia rete perché stai usando il web? Ci sono i libri. Quelli cartacei (in cui, comunque, vanno messe le fonti se saggi). Ah, un avvertimento. Il link esterno deve essere associato a parole che a) non devono coincidere con quelle chiave; b) devono avere un senso ‘organico’: cioè non linkare cose come ‘leggete qui’ o ‘approfondite qua’ ma parole o frasi potenzialmente cercate dagli utenti. A e b valgono anche in caso di link interno.
      6. Lunghezza. Qui, si va sul sicuro. Bisogna puntare a 300 parole o poco meno. Poi, sì potete scrivere post anche molto più lungi ma il lettore del web è noto per essere un ‘mordi & fuggi’: vuole l’informazione subito, senza giri di parole. La sintesi è tra le principali doti che bisogna avere sul web quando bisogna vedersela con i contenuti per blog, social media…
      7. Grassetti. Usateli con parsimonia e per le parole/frasi chiave. Non grassettate lunghe righe o addirittura paragrafi interni. Il grassetto è il modo con cui comunicate a Google il motivo per cui avete scritto il contenuto. E, quindi, quando dalle parti del vostro sito arriva un googlebot, questo dà priorità di osservazione (oltre che al titolo e alla descrizione) ai grassetti.

Vi bastano questi 7 consigli per cominciare? Sì, perché ci sarebbe dall’altro ma per ora può bastare così…

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò