“Dragotto? No. Ferrero? No”, tifosi del Palermo più confusi che persuasi

Capisco la rabbia e la delusione per la tabula rasa del calcio a Palermo.

Ricominciare dalla Serie D sarà sconfortante, angosciante e soprattutto difficile perché nessuno regalerà niente al ‘nuovo’ club rosanero.

Tuttavia, c’è una cosa che sto faticando a capire: l’incessante critica e incoerente di alcuni tifosi.

Sui social media, infatti, mi sono imbattuto in commenti all’apparenza antitetici contro due potenziali acquirenti del titolo sportivo: da un lato l’imprenditore palermitano Tommaso Dragotto; dall’altro il produttore cinematografico e patron (non ancora per molto) della Sampdoria, Massimo Ferrero.

A Dragotto, infatti, si critica il fatto che non avrebbe una forza economica tale da assicurare al Palermo una pronta risalita nel calcio che conta (anche se il presidente della Sicily By Car ha subito chiarito che il suo obiettivo non è creare una nuova società da solo ma con una cordata di altri imprenditori del posto così da avere le risorse finanziarie necessarie per un progetto vincente).

A Ferrero, invece, si critica il fatto che non è palermitano, che è presidente di un’altra società (ma è in vendita e il ‘Gruppo Vialli’ è sempre più vicino all’acquisizione del club blucerchiato), che ha un carattere sopra le righe, ecc. Insomma, sembrerebbe che il tifoso palermitano non sappia cosa voglia.

Innanzitutto, è giusto ricordare che sono state due proprietà forestiere – la prima di Sensi e l’altra di Zamparini (piaccia o non piaccia) – a fare riemergere il Palermo dall’anonimato calcistico.

Tra l’altro, con il patron friuliano, almanacco alla mano, il Palermo ha ottenuto i risultati sportivi più importanti della sua storia (alti piazzamenti in classifica, qualificazioni in Europa League, finale di Coppa Italia).

Ferrero, insomma, è sicuramente un personaggio istrionico ma ha dimostrato di avere la capacità economica per raggiungere ottimi risultati e permettere alla Sampdoria di disputare stagioni di livello in serie A.

Inoltre, l’imprenditore di Testaccio si è subito giocato una carta niente male: la volontà di costituire anche una squadra di calcio femminile, sulla scia della mediaticità conseguente ai campionati del mondo in Francia.

E poi c’è Dragotto (non c’è solo lui, sia chiaro: ad esempio è in corsa anche Dario Mirri): è a capo di una delle aziende più floride e storiche dell’Isola, in continua espansione. E parlo con cognizione di causa, visto che ho lavorato per lui per alcuni anni. Ha un forte senso degli affari e, sostenuto da altri imprenditori e gente che conosce il settore, saprebbe come gestire al meglio anche una società di calcio. Per di più, è palermitano e questo non può che essere un elemento ‘romantico’ da prendere in considerazione.

Comunque sia, si attende l’uscita del bando non appena sarà ufficializzata la fine dell’Unione Sportiva Città di Palermo, con la speranza che in pochissimo tempo si possa giungere a un nuovo inizio perché la stagione 2019/2010 è dietro l’angolo.

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò