Netflix sta facendo soldi a palate e se li merita tutti

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Non ho ancora visto né Sulla mia pelleRoma. Mea culpa. Sì, perché da Netflix addicted è grave che non abbia dedicato del tempo ai due film. Lo farò perché, per fortuna, non scappano dalla piattaforma. Stanno lì, pronti ad essere scelti in qualunque momento io voglia.

Però, c’è una cosa che mi piace dire: i premi vinti dalle opere di Alessio Cremonini e Alfonso Cuarón confermano che è tempo di mettere da parte la puzza da sotto il naso (soprattutto dei critici più dinosauri di quelli di Jurassic Park) quando si parla delle produzioni della società californiana.

Anche perché le sorprese di alto livello di Netflix non sono terminate, anzi… Dopo Triple Frontier con un cast massiccio (Ben Affleck e Oscar Isaac, per citarne due), tra poco tocca a The Highwaymen con Kevin Costner e Woody Harrelson, senza dimenticare che in autunno sarà la volta di The Irishman diretto da Martin Scorsese con Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci (roba da mettere i brividi solo a pensarci).

Sì, Netflix sta rivoluzionando l’intrattenimento telecinematografico allo stesso modo in cui Facebook ha rivoluzionato le relazioni sociali e Amazon l’e-commerce. Semplicemente perché la sua filosofia è vincente: da un lato la libertà degli autori delle produzioni (non esistono paletti e restrizioni: lo spettattore è responsabile di ciò che sceglie di vedere), dall’altro quella degli utenti che, in una società dove il tempo è accelerato e i lavori vanno a task e non a cartellino, non devono più adeguarsi alle programmazioni. E tutto questo con pochi euro al mese (tra l’altro divisibili con amici e familiari). Netflix, quindi, sta facendo soldi a palate e se li merita: perché diverte ed entusiasma. E ora si sta persino raffinando, collezionando premi. Il catalogo, infatti, è pieno di chicche, più o meno nascoste (ad esempio, sto divorando la serie catalana Se non ti avessi conosciuto, un gioiello che ha il pregio di umanizzare la fantascienza).

Il cinema è, quindi, sulla via della morte? No, così come non lo sono i bar, i giornali cartacei o i piccoli negozi. Il buio della sala, il sapore del caffè, il tocco del foglio di carta e il sorriso del titolare non smetteranno mai di essere ‘magici’. Il trucco, però, sta nel non specchiarsi troppo, nel non trattare il nuovo con un atteggiamento da snob, altrimenti è meglio interrompere le proiezioni, chiudere le saracinesche e fermare i rulli. Ciò che bisogna fare è accettare e accogliere le novità, adeguandosi ai tempi e rapportandosi ai target mutati.

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò