Pena di morte per Rosario Greco, l’omicida dei due cuginetti di Vittoria? No, sarebbe troppo poco…

Ogni qual volta accadono eventi tragici come quelli del duplice omicidio stradale di Vittoria, tanti sui social pensano che la punizione più giusta per chi commette tali crimini efferati sia la morte.

In realtà, non è così e non lo sostengo in nome del fatto che lo Stato non può togliere ciò che non dà (la vita) ma perché la pena capitale è pur sempre una misura troppo blanda per chi, come Rosario Greco, con il suo comportamento criminale e irresponsabile, ha causato la fine della vita dei due cugini, Alessio e Simone D’Antonio.

Infatti, non ci sarebbe punizione più grave dell’ergastolo. Quello lì dovrebbe passare tutto il resto della sua esistenza in galera e senza la possibilità di usufruire di passatempi ed eventi di socializzazione, formazione e inclusione. Non solo perché il 35enne è un pericolo per la società ma anche perché deve essere lasciato ‘libero’ di essere tormentato da ciò che ha fatto fino a quando il suo cuore non smetterà di battere.

In tal senso, ha ragione da vendere Roberto Calderoli, esponente storico della Lega e vicepresidente del Senato, quando dice “c’è un delinquente, un criminale pregiudicato per porto d’armi abusive e spaccio di stupefacenti, che viaggiava fatto di cocaina, con a bordo altri delinquenti legati alla mafia, che corre nelle strade cittadine come se fosse su una pista di formula 1, che travolge due bambini e scappa senza soccorrerli. Eppure li ha visti, li avrà guardati dallo specchietto mentre erano sull’asfalto… eppure è scappato. Nella scorsa legislatura abbiamo votato la legge sull’omicidio stradale che con tutte queste aggravanti arriva a prevedere un massimo di 18 anni. Ma qui andiamo oltre, qui siamo oltre, e mi chiedo perché questo criminale un giorno possa tornare libero. Per questo presenterò una proposta modifica di legge per introdurre l’ergastolo nei casi più gravi, dove ci sia il dolo nell’omissione di soccorso. Perché uno così non dovrà non sono non guidare mai più un’automobile ma neppure tornare in libertà“.

C’è un però. Rosario Greco – che è un pregiudicato – meriterebbe l’ergastolo ma ho poca fiducia nella rigidità del sistema penale italiano. Ho il timore, insomma, che prima o poi possa uscire di galera e riassaporare quell’aria fresca di cui Alessio e Simone non potranno più godere. E sarebbe un ulteriore affronto anche nei confronti dei genitori che dovranno vivere una vita che sarà per sempre immersa nel dolore. Mi auguro, tuttavia, di essere smentito e di leggere presto la notizia di una condanna esemplare… Speranza vana?

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò