Salvini: più l’attaccano, più il consenso sale… vi ricorda niente?

Matteo Salvini

C’è qualcosa che non torna.

Leggendo i titoloni di Repubblica, Linkiesta, Avvenire (il giornale ufficiale del cattocomunismo italico) e chi più ne ha, più ne metta, sembrerebbe che Matteo Salvini sia lì lì per ‘collassare’.

Il vicepremier è ormai responsabile di qualsiasi cosa che di negativo succede in Italia – in tal senso è davvero ridicolo questo post che sta girando sui social media, condiviso anche da Laura Boldrini – e ciò mi ricorda quanto avveniva quando a governare c’era Silvio Berlusconi. Più lo si attaccava, più diventava forte e la sua discesa al potere è avvenuta soltanto per cause esterne alla politica.

I sondaggi, invece, sostengono ben altro: la Lega è data al 38%, quasi 4 punti in più rispetto all’ultima rivelazione. Poi, visto che la matematica non è un’opinione, se sommiamo i voti leghisti a quelli di Fratelli d’Italia (che ha ormai superato il consenso del rissoso Forza Italia), si arriva al 46%.

Insomma, stando all’attuale legge elettorale, se si andasse a votare oggi e se fossero confermati i dati dei sondaggi, ci sarebbe un esecutivo Salvini – Meloni (ma il vicepremier non vuole andare alle urne anche perché teme che Sergio Mattarella possa optare per un governo tecnico anziché indire subito nuove elezioni).

Eppure, ripeto, sempre secondo i ‘giornaloni’ e i magazine che da sempre strizzano l’occhio alla sinistra (di cui fa parte ormai anche Open di Enrico Mentana), Matteo Salvini starebbe ‘perdendo’, in primis sul versante dei migranti.

Tuttavia, come già ampiamente confermato dai risultati delle Europee, la Lega è in ascesa e ciò perché gli elettori non percepiscono il caos Ong come una sconfitta salviniana ma come la vittoria di una lobby a cui non interessano i problemi reali e italiani ma quelli altrui, tra l’altro con la compiacente complicità della sempre più vituperata Unione Europea.

Ho la sensazione insomma che taluni raccontino non la realtà dei fatti ma quella che vorrebbero ma cosi è, anche se non vi pare.

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò