Un pugno di amici, la recensione del divertente film di Matranga & Minafò

Mi piace giudicare i film in relazione all’obiettivo prefissato. Perciò, se un prodotto ha lo scopo di far ridere e ci riesce, allora lo giudico positivamente. Ed è questo il caso di Un pugno di amici, film diretto da Sergio Colabona con Antonio Matranga ed Emanuele Minafò, presente sulla piattaforma Prime Video di Amazon.

In primis, la sinossi. Protagonisti del film sono Matranga & Minafò che decidono di coinvolgere i loro due amici per la pelle (Domenico Fazio e Mariano Bruno) per rapinare un centro scommesse, racimolando così qualche soldo per cambiare vita e superare così, con un ‘colpo’ solo, le difficoltà della quotidianità. Tra l’altro il bersaglio è un’attività che ricicla i soldi di un boss, motivo per cui l’illecità dell’azione è decisamente ridimensionata. Tuttavia, qualcosa va storto e i quattro amici sono costretti a separarsi: Matranga & Minafò si fingono il direttore e il capo animatore di un resort turistico – il Saracen di Isola delle Femmine (ai tempi del coronavirus, il link ci sta) – agli altri due, invece, le cose vanno peggio. Poi, succede di tutto fino al finale ‘dolce’ che, devo ammettere, mi ha sorpreso (e questa è sempre un’ottima cosa).

Ora, il cast. Matranga & Minafò non hanno bisogno di presentazioni, noti al pubblico non siciliano grazie a Made in Sud e virali come non mai – anche su Tik Tok – per la battuta ‘S’inzuppa il biscottino’ e altre dello stesso tenore. C’è pure il video clip. Dopodiché il programma di Raidue (trasmesso dal centro di produzione Rai di Napoli) non è l’unica fonte da cui la coppia ha tratto risorse divertenti per il film perché ci sono vari volti che provengono da Sicilia Cabaret, la ‘scuola’ dei giovani emergenti comici isolani (menzione speciale per Chris Clun che ha già dell’ottimo potenziale: consiglio di divertirsi con i suoi video caricati su YouTube; e poi per l’ormai mitico Gianni Lattore).

Dopodiché ci sono due ‘mostri’ sacri. Da un lato il palermitano Paride Benassai nel ruolo del boss, sempre sul ‘pezzo’ con la sua professionalità comica da cui ‘trasuda’ teatro alla vecchia maniera (a proposito, fantastica la trovata del quadro che indica il giorno e la notte perché il criminale è costretto alla latitanza in un – bel – rudere); dall’altro la chicca grazie al quale Un pugno di amici ha acquisito un ‘punteggio’ ancora più alto nel mio giudizio: il napoletano Maurizio Casagrande, nel ruolo del commissario. Attenzione, infatti. Ogni momento in cui è presente Casagrande si ride e di gusto, a partire dal momento in cui prende servizio con battute che non possono non fare ritornare alla memoria gli spettacoli e i film con Vincenzo Salemme. Insomma, con Benassai e Casagrande, Matranga & Minafò hanno fatto bingo.

Sono diverse le parti che mi hanno fatto ridere e mi piace menzionare l’incontro tra Fazio, Bruno e una prostituta. Il tutto va inquadrato nella ‘somiglianza’ di Fazio con la visione iconografica di Gesù e le battute, anche in questo caso, sono azzeccate. Non anticipo altro.

Ora, Un pugno di amici è consigliato per trascorrere un’ora e mezza all’insegna del sorriso, tra l’altro in un momento in cui, ben sappiamo, ogni cosa che fa quest’effetto rappresenta una panacea. Infatti, il consiglio è di approcciarsi al film con l’obiettivo di ridere, senza farsi troppe fisime su altro. Così facendo, state certi, non vi pentirete di avermi dato ragione.

P.s. A proposito delle location, ma quant’è bella anche la provincia di Palermo?

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò