Lo ammetto. Non sapevo cosa fosse il catcalling prima che ne parlasse Aurora Ramazzotti su Instagram e su un’intervista rilasciata al Corriere della Sera (che consiglio di leggere).

In sintesi, il catcalling è quando le donne subiscono molestie verbali mentre camminano in strada, ad esempio fischi e commenti sessisti. Già il fatto che ho avuto interesse a conoscerne il significato è un merito della figlia di Eros e Michelle Hunziker.

Le parole di Aurora, 24 anni, su Instagram: «Possibile che nel 2021 succeda ancora il fenomeno del catcalling? Appena mi tolgo la giacca sportiva perché sto correndo e fa caldo devo sentire fischi, commenti sessisti e altre schifezze. Mi fa schifo e se sei una persona che lo fa, mi fai schifo».

Innanzitutto, mai capito e sempre condannato l’odio nei confronti di Aurora, la cui base è senza dubbio pregna di invidia, in particolare femminile. La 24enne è simpatica, sa prendersi in giro, non ha mai mostrato segni di snobismo e ha quell’estro che può aiutarla a costruirsi una carriera in televisione, magari in programmi irriverenti (come sono Le Iene e per cui è una novella inviata).

Per quanto riguarda la denuncia in sé, una cosa è la molestia verbale, un’altra è il complimento. Non c’è, infatti, niente di più fastidioso che ascoltare un commento volgare nei confronti di una donna che passeggia. E se lo è per me che sono uomo, figuriamoci per la destinataria. Già, perché c’è modo e modo per palesare la fierezza estetica di una donna e di certo non può esserlo né un fischio né parole sessiste e a sfondo sessuale. Il complimento, invece, è poetico, romantico ed elegante e anche uno sconosciuto, in un contesto adeguato e con la donna predisposta a riceverlo, può farlo. Ma un commento no perché è un insulto non una lode.

Aurora, quindi, ha fatto bene ad esortare alla riflessione sui social media e, poi, sui giornali. «Alcuni commenti lasciano intendere che il cat calling “te lo devi meritare”, che non sono abbastanza bella per un fischio per strada o un commento sessista», ha detto la 24enne. Dai, su. La ragazza denuncia la molestia e c’è chi ha persino osato scrivere che non è così bella (e non è vero che non lo è, ma non è questo il punto) da meritarsi il catcalling.

La libertà della donna passa anche dalla libertà di mostrarsi come vuole nella società e, in particolare, dall’essere libera di rapportarsi a se stessa come preferisce. Ci sono uomini, però, che non capiscono che un brutto commento in strada sia un’offesa che può anche determinare traumi e paure. E, purtroppo, non lo capiscono neanche di fronte alle parole di Aurora, soprattutto perché a non capirlo sono pure certe donne che, anziché solidarizzare, attaccano a loro volta. Già, Aurora. Tutto questo è un gran schifo.

Rispondi