Clubhouse, il social media degli audio, è sbarcato anche su Android. Ma non del tutto.

Innanzitutto, per installare l’APP basta andare su Google Play e procedere al download.

Dopodiché via alla configurazione con il Sign Up ma prima Clubhouse ci dice che, per inviare una segnalazione, basterà scuotere lo smartphone. Interessante.

Prima dell’avvio della fase della registrazione Clubhouse ci informa che «la nostra missione è garantire al nostro team di sviluppo del software di fare al meglio il suo lavoro». E ne siamo lieti. Dopodiché che «Clubhouse è un software di project managament veloce e collaborativo che razionalizza e perfeziona il tuo flusso di lavoro esistente». Perfetto, grazie. E ancora: «Usa Storie, Epiche ed altro per collaborare e lavorare con il tuo team».

Quindi, ci siamo? Macché… c’è l’APP ma non l’apertura delle iscrizioni tant’è che viene richiesta una mail per essere informati su quando sarà possibile farlo.

Nell’attesa, Paul Davison e Rohan Seth, i fondatori della popolare APP, hanno scelto proprio l’Italia come prima tappa del roadshow internazionale di ClubHouse. Il motivo? Il nostro Paese è il secondo in cui il software sta avendo maggiore successo dopo gli Stati Uniti d’America.

La coppia ha informato sul fatto che «il  nostro intento è quello di realizzare un social network più umano che quando chiuderemo l’app ci farà sentire davvero meglio perché avremo incontrate persone nuove, fatto nuove amicizie, imparato qualcosa».

C’è da dire, infine, che nelle ultime settimane l’APP che mette la voce al centro dell’interazione (e nient’altro) ha raggiunto gli 8 milioni di download su iPhone.

P.s. Se volete sapere altro su Clubhouse: cos’è, come funziona, il problema dell privacy, c’è questo mio post pubblicato su BlogSicilia.it.

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