Ancora uno smacco alla Lega. Sì, perché Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, capigruppo di Camera e Senato del Carroccio hanno affermato in una nota congiunta: «Non ci siamo. Nella notte è sparita dal Decreto la riapertura dei centri commerciali nei  weekend inizialmente prevista a partire dal 15 maggio. Invece di andare avanti e favorire le riaperture, sembra che si stia tornando indietro. Non è questo il modo giusto per far ripartire il Paese e permettere di far tornare a lavorare e vivere gli italiani in sicurezza».

Quindi, nella versione bollinata del nuovo decreto Covid, non c’è più l’apertura dei centri commerciali nei fine settimana, a partire dal 15 maggio.

E Matteo Salvini non è stato da meno: «Cancellata con un vero e proprio blitz la riapertura dei centri commerciali nei weekend a partire dal 15 maggio: ennesimo schiaffo al buonsenso, al lavoro, alla libertà, agli accordi. Il Decreto era immodificabile per pranzare al chiuso e per togliere il coprifuoco alle 22, ma è stato ritoccato per ammassare più studenti sui mezzi pubblici e per punire il commercio. Così non va».

Naturalmente contraria anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia: «Incomprensibile e punitiva la decisione del Governo Draghi di cancellare dal testo finale del decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale la norma che avrebbe consentito ai negozi di centri, parchi e gallerie commerciali di riaprire durante i weekend a partire dal 15 maggio. Fratelli d’Italia chiede al Governo di correggere oggi stesso questa assurdità, che rischia di dare il colpo di grazia ad un comparto già in grande sofferenza e mettere a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro».

Insomma, dopo non avere accolto la proposta della Lega e delle Regioni di allungare di un’ora il coprifuoco da subito, ecco un’altra decisione che potrebbe incrinare ancora di più i rapporti tra il partito di Matteo Salvini e il Governo Draghi. C’era proprio bisogno?

 

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