On demand su Sky e Now c’è il film I bambini di Cold Rock (The Tall Man), diretto e sceneggiato da Pascal Laugier (regista francese, Martys e La casa delle bambole) uscito nel 2012, con protagonista Jessica Biel (Atto di forza, Capodanno a New York, A-Team, Next).

Il film è stato distribuito negli USA il 31 agosto 2012 e in Italia dal 21 settembre successivo, incassando poco più di 5 milioni di dollari, non riuscendo a recuperare il budget di 18 milioni di euro con cui era stato realizzato.

Un flop, quindi. Giustificato? Sì. Ma andiamo con ordine. Anzitutto, la storia è ambientata a Cold Rock (Roccia fredda), cittadina degli USA che non esiste, dove molti bambini sono scomparsi senza lasciare traccia.

Si tratta di una cittadina sfortunata, diventata povera dopo la chiusura della miniera che alimentava economicamente l’intera comunità. La povertà è tangibile nelle case, negli abiti e nei volti e negli atteggiamenti dei cittadini di Cold Rock. Persino l’ospedale, dove lavora Julia Denning (Jessica Biel) da sola dopo la morte del marito medico più anziana di lei («ben voluto da tutti»), è in condizioni precarie e senza le strumentazioni adatte per un parto cesareo.

Sì, perché il film comincia con la dott.ssa Denning, ex infermiera, che aiuta una giovane donna a partorire nonostante la posizione podalica del feto. Si sceglie giocoforza per il parto naturale ma il bimbo, per fortuna, sopravvive grazie alla rianimazione cardiopolmonare.

Tuttavia, la madre della ragazza Tracy (Samantha Ferris) non vuole mandarla in un ospedale per essere curata ma prima la riporta a casa e poi la spedisce da una zia con il pargolo. Il motivo non è dichiarato ma si capisce: la paura di comunicare in città che c’è un nuovo bambino perché, per l’appunto, a Cold Rock spariscono inspiegabilmente. Colpa di un mostro soprannaturale, un uomo alto e incappucciato, o c’è dell’altro di più terreno?

Il film parte bene e si assiste a una trasformazione della protagonista femminile da vittima a responsabile fino a diventare quasi un’eroina. Il problema è che il finale si intuisce già a 15 minuti dalla conclusione della storia (che ne dura 106) e ciò non è mai una cosa positiva.

Quello che manca a Cold Rock e l’approfondimento della povertà della cittadina, soltanto sfiorata, così come le tragedie delle famiglie che hanno perso un figlio, raccontata brevemente in una rassegna di servizi giornalistici.

Si spera in un colpo di scena che, come scritto, non sa arrivare come avrebbe meritato e si conclude con un interrogativo che sa di richiesta di conferma da parte dello spettatore. Insomma, alla fine la sensazione è di un’occasione sprecata perché il tema di fondo ci sarebbe stato.

Voto: 5/10.

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