Una delle ossessioni dei complottisti del Covid-19 e dei vaccini è il microchip di Bill Gates da impiantare sotto la pelle di ognuno di noi per tracciare tutto ciò che facciamo.

Ecco perché non è solo interessante ma divertente la notizia di un microchip sottocutaneo creato dai ricercatori del Pentagono che può rilevare l’infezione prima della comparsa dei sintomi. Ma non viene inserito tramite i vaccini…

La tecnologia rivoluzionaria è stata sviluppata dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), che opera sotto l’egida del Pentagono, ed è stata raccontata durante una puntata di 60 Minutes, show statunitense.

L’unità top-secret è stata lanciata durante la Guerra Fredda per difendere i soldati dalle armi biologiche.

Il colonnello dell’esercito in pensione, il dr. Matt Hepburn, che si occupa di malattie infettive, ha rivelato che il microchip, che non è ampiamente utilizzato al di fuori del Dipartimento della Difesa, potrebbe rilevare il COVID-19 in un individuo ben prima che un paziente zero generi un’epidemia.

Hepburn ha affermato: «Sfidiamo la comunità di ricerca a trovare le soluzioni che possano suonare come fantascienza […] con lo scopo eliminare le pandemie dal tavolo». L’esperto ha paragonato il microchip con la spia dell’avaria del motore di un’auto.

Comunque, nonostante le teorie cospirative che affermano che Bill Gates stia usando i vaccini come veicolo per inserire un sistema di posizionamento globale microscopico nei nostri corpi, 60 Minutes ha chiarito che il chip della DARPA non traccia gli spostamenti né viene somministrato tramite i vaccini.

In realtà, si tratta di un «sensore» che si mette sotto la pelle e ci informa su eventuali reazioni chimiche in corso all’interno del nostro corpo, anticipando così la comparsa dei sintomi. Un’invenzione che potrebbe rivoluzionare la diagnostica di certe malattie.

Il microchip è, infatti, progettato per testare continuamente il sangue per la presenza di un virus. Una volta rilevato il COVID-19, il chip avvisa il paziente che così può somministrarsi un test per confermare la positività.

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