Il principe cerca moglie, uscito nel 1988, non ha bisogno di presentazioni. Si tratta di un cult e, come tale, difficile non avere visto questo film neanche una volta. Inoltre, è anche difficile non trovare qualcuno che l’abbia visto più volte.

Nel 2021, però, ecco arrivare il sequel: Il principe cerca figlio, diretto da Craig Brewer e proposto su Prime Video. Ora, prendendosi un po’ in giro, come accade in una scena del film, si sa che è molto pericoloso fare il seguito di un successo. Il rischio è persino rovinare quello vecchio con il nuovo. Tuttavia, nonostante si sarebbe potuto benissimo evitare, neanche Coming 2 America può riuscire a scalfire la memoria del precedente.

Innanzitutto, Il principe cerca moglie è una commedia che vorrebbe essere politicamente scorretta ma ci riesce soltanto nell’unico vero momento godibile del film, cioè nel famoso negozio del barbiere del Queens. Per il resto, il sequel non è neanche lontano parente dalla commedia del 1988.

Tra l’altro, si nota subito un aspetto che non si trova nel primo: l’elemento delle battute scurrili e la presenza di parolaccce e allusioni sessuali. Sì, perché se Il principe cerca moglie è una favola, Il principe cerca moglie è una commediaccia che non è neanche demenziale. Ne è prova che il film negli USA è stato vietato ai minori di 13 anni non accompagnati per la presenza di «contenuti volgari e sessuali, linguaggio spinto e droga».

Certo, non possono dispiacere i rimandi al cult, soprattutto (e soltanto) nella prima parte del film, poi però l’effetto svanisce e ci troviamo di fronte a una trama e a personaggi che cozzano con il canovaccio del 1988.

Eddie Murphy, purtroppo non più doppiato dal compianto Tonino Accolla, sembra essersi dimenticato del principe innamorato, tenero, romantico, sbadato e ingenuo, vestendo i panni di un re cinico, maschilista e patriarcale.

Ok, direte voi: si tratta di una contrapposizione voluta per rimarcare, poi, la lontananza/vicinanza con il figlio illegittimo Lavelle (Jermaine Fowler) ma questo elemento è decisamente troppo forzato. Non si capisce, poi, perché la regina (Shari Headley) sia diventata snob, dimenticandosi le sue origini con la madre di Lavelle (Leslie Jones), l’unico personaggio, nonostante tutto, davvero azzeccato del cast insieme al General Izzi (Wesly Snipes). Dispiace, poi, che Semmi (Arsenio Hall) sia stato un po’ emarginato nella storia, mentre è uno dei punti di forza nel cult del 1988.

E New York? Non c’è. Neanche quando il re di Zamunda si trasferisce negli Stati Uniti d’America per scovare il figlio che non sapeva di avere, trovato e convinto troppo in fretta al trasferimento in Africa grazie a una valigia piena di soldi e oro, tra l’altro aperta per sbaglio.

In conclusione, se non avete visto Il principe cerca figlio ma avete pensato di guardarlo, siete ancora in tempo così da non perdere la magia del primo. Se proprio volete, non dite che non eravate stati avvisati…

Voto: 4/10.

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