Ieri sera, martedì 13 aprile, gli ultimi episodi di Leonardo, la serie TV ideata da Frank Spotnitz e Steve Thompson. Qui la recensione degli episodi 5 e 6. Qui la recensione degli episodi 3 e 4. Mentre qui la recensione degli episodi 1 e 2.

Innanzitutto, il finale della Serie TV, trasmesso su Rai1, è stato il programma più seguito del prime time, con 5.279.000 spettatori e il 21,3% di share. Si tratta, senza dubbio, di un ottimo risultato, suffragato dalla marea di tweet pubblicati durante la serata e consolidato dalla conferma che ci sarà anche una seconda stagione (perché c’è ancora tanto da raccontare sul genio del Rinascimento).

Naturalmente, gli ultimi due episodi hanno sbrogliato due matasse: il padre del figlio di Caterina da Cremona (no, non era sterile, non è stato un buco della sceneggiatura… la medicina di quel tempo non era di certo infallibile) e il suo omicidio. Evito gli spoiler perché tutte le puntate sono recuperabili su RaiPlay.

Sul fronte artistico, poi, sono due le opere al centro del finale di stagione: il dipinto più famoso della storia dell’arte mondiale, la Gioconda, e la Battaglia di Anghiari, pittura murale incompiuta, commissionata per il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze. E c’è poi il duello con Michelangelo (interpretato da Pierpaolo Spollon) che dapprima appare come uno sbruffoncello, poi come un (immenso anche lui) artista che avrebbe voluto essere stimato dal suo idolo. Ah, Michelangelo. Anche lui meriterebbe una Serie TV.

E ora il finale… La sorpresa c’è, bisogna ammetterlo. E va perfettamente incastrata nella mente geniale ma anche audace e rischiosa di Leonardo, raggiunta la consapevolezza che, dopo tutto, l’amore è il più grande bene della vita, che va salvaguardato e protetto a ogni costo. Una sorpresa degna di un romanzo qual è questo notevole prodotto che segue al meglio le orme di un altro gioiello: i Medici.

D’accordo, in Leonardo ci sono molte forzature storiche e stravolgimenti di fatti ma di certo l’intenzione non era fare un documentario. E oggi, a distanza di 502 anni dalla morte del toscano, c’è tanta gente che su Google sta cercando (e ammirando) le sue opere. Non è, forse, questo il più grande merito della serie TV?

Voto: 8/10.

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