Premesso. Come scritto qui, i primi due episodi della serie TV della RAI Leonardo mi sono piaciuti e tanto. Perché io sono solito giudicare i prodotti in relazione ai loro obiettivi e al tasso di empaticità generato con lo spettatore. Poi, indubbiamente, la qualità della serie è molto alta così come la recitazione dei suoi protagonisti, in primis la nostra Matilda De Angelis nel ruolo di Caterina Da Cremona.

Precisato ciò, è ovvio che quanto raccontato da Leonardo, seppur si basa su fonti e fatti storici, narra una storia originale (ovvero realizzata ex novo) e ovviamente romanzata. Insomma, inventare qualcosa ci sta, altrimenti sarebbe stato un documentario, uno dei tanti che sono stati realizzati per descrivere il più grande e trasversale genio italiano.

Tuttavia, a Vittorio Sgarbi, uno che, quando parla d’arte, starei ad ascoltarlo per ore e ore, Leonardo non è piaciuto, definendolo addirittura «spettacolo indignitoso» e privo di «verità… e senza verità non esiste cultura».

Secondo Sgarbi, infatti, «si parte con uno sbaglio: la serie racconta di un arresto per omicidio di Leonardo, accusato di aver avvelenato Caterina da Cremona. Una cosa mai avvenuta…».

E ancora: Leonardo era «un uomo che come ambizione aveva quella di misurarsi con Dio. Ma la figura di Leonardo ha una solennità fin dalla sua giovinezza che deve essere rispettata: è quella che si legge nel Vasari quando mette nell’angolo Verrocchio dipingendo l’angelo a sinistra nel Battesimo di Cristo, a 16 anni, e si rende conto di essere talmente meno bravo da decidere di cambiare mestiere e fare lo scultore».

Nella Serie TV, invece, Leonardo «viene dipinto come un uomo insicuro, uno sfigato pieno di dubbi e turbamenti, mal rappresentato anche nella scena in cui bacia un altro uomo», «fine a se stessa. Ma anche in questo caso il regista non sfugge al bamboleggiamento narrativo, infarcendo il gesto di contenuti non aderenti all’epoca: l‘omosessualità nel Quattrocento non era una peculiarità di Leonardo ma un costume abbastanza diffuso, del quale non c’era da fare una bandiera. Rappresentarlo com’ è stato fatto è un modo per trasferire la mentalità odierna in cui il genere ha a che fare con i diritti di una comunità, in un’epoca in cui con c’era un problema di diritti ma di scelte di uomini. L’accusa di sodomia fa parte di una condizione di superomismo che moralmente consentiva a Leonardo di fare ciò che voleva».

Matilda de Angelis nel ruolo di Caterina da Cremona.
Matilda de Angelis nel ruolo di Caterina da Cremona.

Parole senz’altro giuste ed è necessario che ci siano precisazioni del genere su Leonardo. Resta, comunque, la bellezza del prodotto televisivo e la capacità di rendere attuale e oggetto di discussioni dell’artista, ingegnere, architetto, ecc. morto nel lontanissimo 1519.

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