Enrico Letta, segretario del Partito Democratico.

Enrico Letta, nuovo segretario del PD. E sì, questo 2021 si candida a essere quello del cambiamento.

Dopo l’avvento di Mario Draghi, che ha mandanto a casa il Governo giallo/rosso guidato dal Premier Giuseppe Conte, forse era inevitabile un altro colpo di scena.

Nicola Zingaretti, ormai ex segretario PD, qualche giorno addietro ha fatto outing pubblico con l’irruenza degna dell’altro ex Matteo Renzi e si candida ad essere il nuovo rottamatore: «Lascio la guida del partito».

Salta subito fuori il nome del successore: Letta, sì quell’Enrico che solo qualche anno prima (2014) lo stesso PD aveva messo alla porta, con la celeberrima frase dell’allora Segretario Renzi: «Enrico stai sereno».

Ma si sa, gli amori fanno giri immensi e poi ritornano. Con un voto elettronico, figlio dei tempi del Covid-19, Enrico è segretario, e sul palco del Nazareno fa il suo discorso.

Enrico Letta, segretario del Partito Democratico.

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Subito spazio ai tempi tanto cari alla sinistra: lavoro, parità di genere, ius soli e voto ai 16 enni. Premettendo la legittimità di rilanciare vecchi cavalli di battaglia, qualche riflessione sull’opportunità di chiamare questo Governo alla loro realizzazione va fatta. Soprattutto tuona e getta scompiglio nel centrodestra, oggi alleato di Governo, la freccia Ius Soli e il voto ai 16enni.

Ma l’arco di Letta sa bene che più di lanciare frecce non può fare. Enrico sa che il Governo Draghi è eterogeneo, ha al suo interno forze di destra, di centro e di sinistra. Enrico sa che il voto ai 16enni richiederebbe una modifica costituzionale (la carta, ricordiamo, fissa in anni 18 l’eta minima per eleggere i deputati e in 25 per i senatori) con un voto a maggioranza assoluta (in seconda votazione), dopo dopo due deliberazioni (con un intervallo di tre mesi) in ciascuna camera.

Impresa più ardua non potrebbe intraprendere con il Governo del tutti dentro (tranne la Meloni). Perché far votare i 16enni? Perché il futuro è loro e devono poter scegliere, questo il senso delle parole del neo leader.

Non siamo, forse, quasi tutti di sinistra da giovani, per poi crescere, trovarci davanti il muro della realtà contro il quale gli ideali, i valori che bruciavano i nostri passi, si scontrano? Da qui il non troppo celato interesse di Enrico per una fettina di elettorato.

Ma, soprattutto, sono davvero così maturi questi giovani? Tra 16enni che si lanciano dai balconi per inseguire l’ultimo tiktok, che presenziano a tutte le manifestazioni anche simultanee pur di non far lezione (spesso intervistati si assiste a scene mute, balbettii e strafalcioni sull’argomento per cui muovono le bandiere).

Quando hai 16 anni, tutto ti sembra possibile e giusto se lo desideri o ti fa sentire grande o figo. Qualcuno potrebbe chiedersi: che rischio si corre a farli votare? A parte ritrovarci Fedez alla Presidenza del Consiglio (che poi contro Fedez, almeno io, non ho nulla)…

Caro Enrico parlaci pure di cose di sinistra a cui non eravamo più abituati ma fallo nell’ambito di un futuro programma di Governo a guida PD. Lascia stare quello in corso, nato per affrontare la pandemia in tutti i suoi aspetti più terribili, salute ed economia in primis. A meno che tu non voglia (dimostrando di aver appreso da tuo ex segretario Renzi l’arte del colpo di scopa), farlo cadere prima del tempo…

Di Clorinda Bonfardino (TWITTER)

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