Il Festival di Sanremo è anche il girone di qualificazione per l’Eurovision Song Contest, il cui format e soprattutto il sistema di voto attrae sempre più fan ogni anno.

Poi, grazie alla vittoria dei Måneskin con Zitti e Buoni, l’Italia potrebbe portare a casa il primo posto e, quindi, l’organizzazione dell’evento musicale nel 2022.

Sì, perché stando alle tante ‘reaction’ caricate su YouTube dagli ascoltatori stranieri, pare che la canzone della band romana piaccia, tutti sorpresi dal fatto che anche dall’Italia possa derivare un buon rock di respiro internazionale, nonostante la lingua non sia l’inglese.

Però c’è un però. I Måneskin hanno dovuto modificare alcune cose del brano perché altrimenti avrebbero rischiato la squalifica. Come scritto su CronacaSocial.com, infatti, è stata tagliata una parte dell’introduzione, cioè uno dei due riff: il verso contenente «Vi conviene toccarvi i coglioni» è stato modificato in «Vi conviene non fare più errori»; Uno dei due riff della transizione verso la seconda strofa è stato eliminato; la frase «Non sa di che cazzo parla» è stata cambiata, «Non sa di che cosa parla», come nelle due ripetizioni precedenti. Inoltre, la durata del brano non sarà di 3 minuti e 19 secondi ma di 3 minuti e basta.

Al di là di quest’ultimo aspetto, fa specie che un evento musicale così orientato al pubblico giovanile, che vuole dare di sé un’immagine fresca e innovativa, abbia imposto ai Måneskin di dovere eliminare dal testo le due parolacce «coglioni» e «cazzo» mentre Amadeus non si è certo posto dei problemi, facendo naturalmente benissimo.

Il frontman Damiano, alla presentazione del nuovo album Teatro d’ira, in uscita il 19 marzo, ha detto: “Non ci ha fatto piacere, l’abbiamo fatto perché altrimenti ci avrebbero squalificato. Abbiamo tolto una parolaccia, è stata una scelta di buon senso. Bisogna anche rendersi conto della realtà dei fatti». E sì, io sto con lui. Giusto accettare quanto richiesto anche perché, come scritto all’inizio, i Måneskin hanno davvero molte possibilità di farcela (l’unico avversario, al momento, pare un altro gruppo pop – rock con una canzone che accende la nostalgia per gli anni 80 di nazionalità islandese: ascoltateli/guardateli:

Quindi, non sono d’accordo con Mario Adinolfi, giornalista e scrittore, direttore de La Croce, che ha criticato i vincitori di Sanremo 2021: «Pur di partecipare all’Eurofestival i Måneskin hanno accorciato il brano con cui hanno vinto a Sanremo e cancellato tutte le parolacce. Ve la immaginate la risposta di Guccini se gli avessero chiesto di farlo dall’Avvelenata? I Måneskin invece sono stati ‘zitti e buoni’». No, non si può giudicare così duralmente la scelta della band romana, per cui il palcoscenico di Rotterdam (18 – 20 maggio) può essere anche un trampolino di lancio per varcare i confini nazionali.

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