Matteo Renzi in Bahrain per il GP di Formula 1.

Non capisco la polemica su Matteo Renzi che ha assistito al Gran Premio di Formula Uno in Bahrein.

In primis, un politico è anche un essere umano come tutti gli altri e può decidere, qualora sia consentito dalle restrizioni anti Covid-19, di spostarsi dove vuole e per fare ciò che vuole.

In secondo luogo, perché, ogni qual volta un politico fa qualcosa che va al di là della propria sfera rappresentativa, si deve subito innescare il meccanismo del sospetto sull’uso dei soldi dei contribuenti?

Nel caso specifico, il leader di Italia Viva è stato in Bahrain dove ha assistito alla gara inaugurale del campionato mondile di Formula 1. La sua presenza è stata immortalata da uno scatto condiviso da Jean Todt, presidente della FIA, su Twitter.

Ora, come già riportato in questo post, paradossalmente il viaggio per turismo all’estero è consentito. Non so se questo sia il caso dell’ex premier ma così è.

Inoltre, sul caso in sé, nella Enews inviata oggi, Renzi ha detto: «Naturalmente, sui giornali troverete paginate intere sui miei viaggi all’estero ma neanche un trafiletto sull’incredibile risultato del Family Act. Perché ormai è deciso che io faccio notizia solo se parlo di Arabia, Senegal, Bahrein: quando propongo idee sull’Italia scatta il silenziatore. Peccato, ma non ci arrendiamo. I miei viaggi sono legittimi, la mia dichiarazione dei redditi è pubblica, i miei numerosi incarichi internazionali sono tutti rispettosi delle regole del nostro Paese».

Insomma, questa caccia ipocrita al politico non mi è mai piaciuta, qualunque sia la sua appartenenza. E, al contempo, non mi piacciono neanche quei politici che ne attaccano un altro in modo strumentale, quindi solo per il gusto di farlo, come ha fatto Elio Vito, deputato di Forza Italia, su Twitter: «Fa bene Renzi a viaggiare all’estero. Due suggerimenti per le prossime mete: Myanmar e Bielorussia». Commento senza senso perché anche Forza Italia fa parte dell’attuale Governo ed è compito del Ministero degli Esteri, magari, attivarsi per le crisi internazionali, come nel caso della Birmania.

Apprezzo di più il commento di Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, stuzzicato sull’argomento: «Siamo in Quaresima. Ho fatto un fioretto, quello di non farmi trascinare in nessuna provocazione». Già, meglio liquidare la questione con una battuta…

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