Palermo in Serie C, finalmente un lungo sospiro di sollievo

C siamo. Sì, il Palermo è tornato tra i professionisti, dopo un anno di inferno in Serie D. Lo ha deciso oggi, lunedì 8 giugno, il Consiglio della FIGC, ratificando così quanto già proposto dal Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti il 22 maggio scorso, ovvero la cristallizzazione delle classifiche al momento dell’interruzione del campionato, prevedendo in questo modo la promozione delle prime classificate di ciascun girone.

Una bella notizia. È vero, non si poteva fallire l’obiettivo di abbandonare i dilettanti in una sola stagione ma non era del tutto scontato riuscirci. Un esempio è quanto successo al Foggia che, nel Girone H, ha quindi concluso il campionato al secondo posto, a un punto di distanza dal Bitonto che ha conquistato così la promozione in C.

Il Girone I è stato più antipatico che ostico. Sin dalla prima giornata il Palermo allenato da Rosario Pergolizzi – non confermato – ha lasciato intendere che non avrebbe mai abbandonato il primato, nonostante un prevedibile periodo di flessione dopo dieci vittorie consecutive. Insomma, se l’emergenza coronavirus non avesse fermato il mondo e, quindi, anche il calcio, i RosaNero ugualmente avrebbero vinto il campionato, visto anche il distacco di 7 punti dal Savoia.

La prima cosa positiva che succederà da oggi è l’avvio del percorso della società che porterà alla scomparsa della lettera D dal nome. Sì, perché S.S.D. (Società Sportiva Dilettantistica) era un pugno al cuore. Fermo restando il rispetto per ogni compagine che gioca in quel campionato, infatti, i Rosanero rappresentavano i ‘marziani’.

Certo, anche la Serie C ci starà stretta per via di quanto seminato nel calcio italiano dal 2004 fino al noto collasso della stagione 2018 – 2019. Tuttavia, sarà diverso giocare in campi dove almeno si respirerà più storia calcistica e soprattutto il livello di competitività sarà maggiore (al netto delle conseguenze economiche della pandemia che, purtroppo, non permetteranno a tutte le società di iscriversi al campionato). Ad esempio, potrebbero non esserci, per motivi societari, i derby con il Catania e né quello con il Trapani .

Adesso, però, ne sono certo, il Palermo di Dario Mirri (e, non si sa, se ancora al 40% di Tony Di Piazza) si attrezzerà al meglio per provare a salire un altro gradino della scalata alla A in una sola stagione. Ci vorrà una squadra molto più forte di quella della D così come un allenatore d’esperienza come Roberto Boscaglia o d’assalto come Fabio Caserta. Tutte ‘cose’, comunque, di cui la società si potrà finalmente occupare da domani. Oggi, infatti, è il giorno del primo sospiro di sollievo. Godiamocelo.

APPENDICE: il sindaco di Palermo issa la bandiera del Palermo a Palazzo delle Aquile

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò