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C’è una falla nell’ultimo DL anti Covid-19 che sta facendo rumore. In estrema sintesi, si può viaggiare all’Estero dall’Italia anche durante questa settimana che culmina con il week-end pasquale ma non si potrà fare altrettanto, com’è noto, da una Regione all’altra della Penisola.

Infatti, come evidenziato su BlogSicilia, il Ministero dell’Interno ha chiarito che «sono giustificati gli spostamenti finalizzati a raggiungere il luogo di partenza di questo tipo di viaggi che, in quanto generalmente consentiti, non possono subire compressioni o limitazioni al proprio svolgimento». Il riferimento è ai viaggi per turismo (quindi, non per necessità, lavoro o salute) e, pertanto, alla possibilità di recarsi anche in un aeroporto o in un porto che si trova in una Regione diversa da quella di residenza, a prescindere dalla fascia arancione o rossa, purché ci sia l’autocertificazione al seguito (o da firmare davanti a un ufficiale delle forze dell’ordine in caso di chiarimenti).

Nel dettaglio, chi vuole (e al netto della vaccinazione o meno, visto che al momento i numeri italiani, seppur in crescita, sono ancora troppo bassi), si può recare nei Paesi inseriti nel gruppo C, cioè Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse le Isole Fær Øer e la Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna , Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco.

Ferderalberghi, giustamente, ha criticato questo paradosso: «Gli alberghi e tutto il sistema dell’ospitalità italiana sono fermi da mesi, a causa del divieto di spostarsi da una regione all’altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia».

E ancora, come detto dal presidente Bernardo Bocca, «se è vero come è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche».

Al Corriere della Sera, sempre Bocca ha detto: «Non mi posso muovere dal mio Comune, ma posso volare alle Canarie: è assurdo, mentre l’85% degli alberghi italiani è costretto a restare chiuso. Gli imprenditori si sentono presi in giro. Chiudiamo gli italiani in casa, ma poi li facciamo andare in tutto il mondo: così si ammazza il turismo italiano».

«Quando abbiamo visto la zona rossa per Pasqua, pensavamo che almeno per l’estero ci fosse la quarantena, invece basta un tampone. E gli altri Paesi ne approfittano», ricordando che «abbiamo l’85% degli alberghi chiusi; i più piccoli e chi era in affitto non riapriranno più. Se non si riapre almeno a maggio, molti altri non riusciranno a salvarsi. I ristori? Dodicimila euro per due milioni di euro persi possono aiutare?».

In effetti, è incomprensibile per chi campa con il turismo in Italia la concessione di recarsi all’Estero per trascorrere le vacanze pasquali quando nel nostro Paese il prossimo week-end ci sarà la zona rossa per tutti e, quindi, non sarà neanche possibile spostarsi da un Comune all’altro se non per le motivazioni note. La ‘legge’ dovrebbe essere uguale per tutti altrimenti è discriminatoria.

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