Foto di Giuseppe Romano.

Venerdì 19 marzo è San Giuseppe, la festa del Papà. A Palermo c’è una tradizione (che può pericolosa se non si prendono tutte le precauzioni del caso): la vampa.

Innanzitutto, la vampa (che è un termine italiano che significa grande fiamma), chiamata da alcuni anche vampata, consiste nell’accatastare legna e oggetti di legno e poi dargli fuoco, standole attorno e pronunciando ad alta voce Viva San Giuseppe.

In realtà, una vampa andrebbe accesa il giorno prima di San Giuseppe, nell’ora vespertina del 18 marzo, ovvero nel tardo pomeriggio, al crepuscolo.

Come riportato su SiciliaFan.it, la tradizione avrebbe come radice il culto pagano del fuoco collegato alla purificazione, soprattutto di derivazione contadina per dare il benvenuto alla primavera, cioè alla stagione più propizia per le coltivazioni e i raccolti. Infatti, San Giuseppe cade due giorni prima dell’equinozio di primavera.

La vampa di San Giuseppe dovrebbe anche avere un significato religioso, un modo per chiedere al padre putativo di Gesù prosperità e abbondanza.

Le vampe vengono accese soprattutto nei quartieri più popolari di Palermo (causando gli straordinari ai vigili del fuoco che devono correre da una parte all’altra della città per spegnere i roghi, accesi soprattutto da ragazzini).

La vampa è anche una tradizione che riguarda la provincia di Palermo, come raccontato da Palermo.italiani.it. Ad esempio a Gratteri il fuoco viene appiccato la seria della vigilia, nello stesso momento in cui avviene il passaggio del fercolo, la lettiga che viene usata per portare in processione i simulacri dei santi. Quando il fuoco della vampa finisce, i credenti arrostiscono della carne sulle braci che consumeranno insieme alle sfinci, il dolce tipico di San Giuseppe.

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