Oggi è giovedì 1° aprile, giorno del ‘pesce’. Ma qual è l’origine di questa tradizione dedicata allo scherzo e alle bufale costruite ad hoc?

Ora, alcuni storici ipotizzano che il pesce d’aprile risalga al 1582, quando la Francia passò dal calendario giuliano a quello gregoriano, come richiesto (o meglio imposto) dal Concilio di Trento del 1563. Infatti, nel calendario giuliano, così come in quello indù, il nuovo anno comincia con l’equinozio di primavera, quindi intorno al 1° aprile.

Dunque, a quel tempo, c’era gente che si confondeva sulla data d’inizio del nuovo anno e diventava oggetto di scherzi, come un pesce di carta posto sulla schiena e il termine «poisson d’avril», cioè pesce d’aprile, che simbolegga un pesce giovane, facilmente catturabile e, quindi, rappresenta gli ingenui e i creduloni.

Altri storici, però, collegano il pesce d’aprile a feste come le Hilaria (dal latino gioioso), che venivano celebrate nell‘antica Roma alla fine di marzo dai seguaci del culto di Cibele. In quelle feste le persone si travestivano e facevano scherzi ad altre e si diceva che fossero ispirate alla leggenda egizia di Iside, Osiride e Seth.

Infine, c’è chi ipotizza che il pesce d’aprile sia legato all’equinozio di primavera o al primo giorno di primavera nell’emisfero settentrionale quando Madre Natura inganna le persone con condizioni meteorologiche mutevoli e imprevedibili.

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