Razzismo negli USA: vi ricordate quell’episodio di Willy, il Principe di Bel Air?

Il fenomeno del razzismo nella polizia statunitense nei confronti degli afroamericani non è ovviamente (e purtroppo) una cosa nuova negli USA. Ciclicamente sono avvenute proteste dopo un episodio eclatante di violenza, come quello di George Floyd.

C’è un esempio che mi è venuto in mente ma non riguarda la realtà bensì una delle serie televisive cult degli anni 90: Willy, il principe di Bel Air. Ne scrivo perché rappresenta un paradigma della rabbia di questi giorni negli Stati Uniti d’America, in relazione a cui, però, bisogna sottolineare che a protestare non ci sono soltanto gli afroamericani ma anche tantissimi giovani bianchi (e ciò rappresenta di certo una speranza).

Tornando alla serie che ha contribuito a far esplodere la celebrità di Will Smith, l’episodio che voglio ricordarvi è il sesto della prima stagione: Mistaken Identity (Rei confessi).

In sintesi, sia Willy che Carlton (il cugino) sono stati vittime di razzismo. Infatti, mentre stavano guidando un’auto di lusso del collega di zio Phil, sono stati arrestati dalla polizia, in quanto, avendo la pelle nera, sono stati sospettati di averla rubata. In realtà, era stato il proprietario a chiedere ai due di riportare a casa la Mercedes. Willy e Charlton hanno provato a convincere gli agenti ma i pregiudizi sono stati così forti da essere ugualmente rinchiusi in una cella. È stato necessario l’intervento iracondo dello zio Phil e del collega per fare uscire i due dalla prigione. Di episodi con il tema razzismo nella serie ce ne sono stati anche altri, ma questo è quello di cui ho conservato memoria per la rabbia che mi ha suscitato, nonostante stiamo parlando di un prodotto televisivo comico.

Per alcuni, magari, questo mio riferimento può essere percepito come banale. Per me, invece, è una ‘piccola’ dimostrazione che negli USA il problema del diverso trattamento tra i bianchi e i neri esiste e da molto tempo. Dopo un presidente afroamericano, si sperava che qualcosa potesse cambiare e, invece, ancora oggi assistiamo ad azioni a sfondo razzista (c’è anche quello che riguarda Manuel Ellis). Insomma, la strada da percorrere per arrivare alla #TheNewHumanity è ancora lunga e tortuosa…

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò