Silvia Romano ‘neo terrorista’ e da impiccare: Pagano e Basso pensano di avere consenso così?

Ho la sensazione che a volte qualcuno della Lega voglia per forza seguire un copione anziché contare fino a tre prima di dire qualcosa, quantificando i pro e i contro. Ho anche la sensazione che qualche leghista pensi di essere come Matteo Salvini, pertanto autorizzandosi a esprimere pareri forti, pur di acchiappare consenso attorno alla propria figura, dimenticando però che dietro al leader c’è un team di comunicazione che, piaccia o non piaccia, misura le uscite, anche quelle più forti. Da qui il patatrac e l’effetto boomerang con tanto di probabile e necessario intervento del proprio partito.

Due casi, entrambi inerenti alla vicenda di Silvia Romano, contro cui, dal giorno in cui è atterrata a Ciampino in veste islamica, si è scatenata un’orda barbarica, generando insulti a dir poco vergognosi. Ne ho scritto qui.

Cominciamo dal più fresco. Alessandro Pagano, deputato della Lega di San Cataldo (Caltanissetta, Sicilia), ha definito la cooperante una «neo terrorista», dando così conto a una ‘tesi’ secondo cui la ragazza non sia una vittima bensì un’alleata dei terroristi che l’hanno rapita e pronta a chissà quali attentati. Un epiteto che, naturalmente, ha suscitato le dure reazioni della maggioranza ma anche della vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, che ha bollato «improprio» e «innaccettabile» quanto detto dal leghista.

Un attacco senza senso, basato su fake news, che andrebbe perseguito penalmente. Sintomo, inoltre, dell’odio nei confronti di una ragazza che, invece, andrebbe lasciata in pace, libera di elaborare la prigionia senza le pressioni della politica (e ciò anche a causa dello show organizzato da Conte e Di Maio all’aeroporto di Ciampino). Pagano, insomma, ha dimostrato non solo di sostenere tesi che non stanno né in cielo né in terra ma anche una pochezza comunicativa imbarazzante. Pensa di avere detto qualcosa che gli farà prendere consenso ma si sbaglia.

Poi c’è il caso di tale Nico Basso, consigliere comunale di Asolo (Treviso), capogruppo della civica Verso il Futuro ma ex assessore della giunta leghista, che su Facebook, in un post cancellato poco dopo, ha pubblicato una foto con la scritta: «Impiccatela». Ora, come minimo uno che scrive (e peggio pensa) cose così andrebbe ‘dimesso d’ufficio’ dalla sua carica rappresentativa, oltre che essere perseguito penalmente.

Attenzione, quanto detto da Pagano e Basso non rientra nella libertà di manifestazione del pensiero. Perché c’è pensiero e pensiero. O meglio, ognuno di noi è libero di dire ciò che vuole ma deve pagarne le conseguenze se il pensiero è pregno d’odio ingiustificato e gratuito.

Infine, una consiglio non richiesto a Matteo Salvini: prenda le distanze da questi individui per non correre il rischio di essere assimilato al loro modus cogitandi. Certa gente fa danno e al diavolo se ‘portano voti’ perché sono più quelli che fanno perdere che quelli che fanno guadagnare. Tra l’altro, il silenzio può essere inteso come complice ed è un rischio che non va mai corso.

AGGIORNAMENTO 11.32, LA REAZIONE DI SALVINI

«Il problema non è Silvia Romano, una ragazza mandata allo sbaraglio, usata dai terroristi per ottenere soldi e armi, esibita velata alle telecamere di tutto il mondo da un governo incapace di gestire l’emergenza, prima sanitaria, oggi economica e sociale». Così su Facebook Matteo Salvini, dopo lo scontro esploso nell’aula di Montecitorio. «Lasciamo stare Silvia, cui auguro vita lunga e felice, e guardiamo – ha aggiunto – al vero nemico, al vero pericolo per i nostri figli, per l’Italia, per il mondo, per la Libertà: l’Islam fanatico, integralista, violento, assassino. Nessuno spazio, nessuna tolleranza, nessuna pubblicità o sostegno a questi delinquenti che nel nome del loro Dio portano morte, buio e paura in tutto il mondo. Mai più cedimenti ai terroristi, mai più riscatti, mai più silenzi. Viva la Libertà. Sempre».

AGGIORNAMENTO 12.21, PAGANO TORNA SULL’ARGOMENTO

Tornando sull’argomento, su Faceook, Pagano ha scritto: «Silvia Romano non si è convertita all’Islam moderato, ma all’Islam radicale e terrorista di ‘shabaab’. Questi sono fatti, non mie personali opinioni».

Walter Giannò
Scritto da Walter Giannò