Su Sky e Now TV in programmazione e on demand la serie TV Speravo de morì prima che racconta la decisione soffertissima ma inevitabile di Francesco Totti dell’addio al calcio.

La miniserie, sviluppata da Stefano Bises e Michele Astori e diretta da Luca Ribuoli, ha un cast azzeccato: Pietro Castellitto (Francesco Totti), Greta Scarano (Ilary Blasi), Gianmarco Tognazzi (Luciano Spalletti), Monica Guerritore (Fiorella Totti), e Giorgio Colangeli (Enzo Totti).

Premesso che, prima di guardare la Serie TV, ho letto sia il libro Un Capitano (da cui è tratta) che visto il bel documentario Mi chiamo Francesco Totti diretto da Alex Infascelli, da innamorato del pallone ho apprezzato e tanto il racconto del passaggio all’età adulta del giocatore simbolo della Roma.

Sì, perché Speravo de morì prima è la trasposizione del passaggio di un uomo dal sogno avverato di diventare calciatore della propria squadra del cuore a una vita diversa e inelluttabile perché il tempo maledetto purtroppo avanza per tutti e per uno che fa sport è ancora più crudele.

Il calcio è sì protagonista della miniserie ma lo è di più il dramma interiore di Francesco Totti, interpretato dal bravo e credibile Sergio Castellitto. Già, perché dietro ai toni godibili della commedia, l’ombra dell’addio al calcio del Capitano che, se fosse stato per lui, avrebbe giocato fino a cent’anni, pervade ognuno dei sei episodi. Tant’è che l’ultimo è davvero commovente: confesso di avere pianto come quei tifosi giallorossi che, dal vivo, hanno assistito all’ultima partita del loro idolo e alla lettera dopo il match con il Genoa (28 maggio 2017). Impossibile, infatti, bloccare le lacrime.

Passando allo sviluppo della miniserie, è di certo un prodotto innovativo. Non è un susseguirsi classico e didascalico degli eventi e i flashback sono sempre azzeccati. Si tratta di un percorso interiore dove la realtà è spesso combinata con la dimensione psicologica del protagonista e dove alcuni personaggi non sono che simboli come il caso di Antonio Cassano, l’amico del Capitano (interpretato da Gabriel Montesi), che è anche e soprattutto il suo grillo parlante, la voce della sua coscienza. Infatti, le partite di calcio fanno da contorno e soprattutto sono delle clip reali dei momenti più importanti della carriera di Totti.

Nel processo decisionale di Totti è anche importante la figura della moglie, la conduttrice televisiva Ilary Blasi che, seppur lasciando sempre al marito l’ultima parola, lo consiglia e lo orienta, palesando un ottimo rapporto tra i due, basato sulla complicità e la reciproca compassione. Poi, ci sono i due primi fan del Capitano, i genitori che non hanno mai perso l’umiltà nonostante gli effetti economici positivi della carriera del figllio. E chissà quanto si sarà commossa il vero Totti di fronte all’intepretazione di Giorgio Colangeli, visto che il padre è morto nell’ottobre 2020 a causa del maledetto coronavirus. Bravissima anche Monica Guerritore.

Infine, nota di merito per Gianmarco Tognazzi che ha interpretato ‘alla favola’ il ruolo controverso di Luciano Spalletti, prima grande amico del Capitano e poi nemico perché, quando si è dimesso nel 2009, Totti non avrebbe detto neanche una parola in suo favore. La sua partecipazione alla miniserie (che piacerà pure ai laziali) è la classica ciliegina sulla torta già buona di per sé.

P.s. La scena più bella? È nell’ultimo episodio quando dal pullman scende…

Voto: 8/10.

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