Su Sky e Now (senza TV, ha cambiato nome) si può vedere il film del 2019 Strange But True (Strano Ma Vero), diretto da Rowan Athale (Wasteland) e tratto dall’omonimo romanzo di John Searles.

In Italia è stato distribuito al cinema il 12 settembre 2019 dalla Notorious Pictures.

La storia parte con la spiegazione del titolo. Cinque anni dopo la tragica socomparsa, a causa di un incidente stradale, dell’adolescente Ronnie Chase (Connor Jessup), la sua fidanzata Melissa Moody (l’ipnotizzante Margaret Qualley) si presenta a casa della famiglia del defunto affermando di essere ‘miracolosamente’ incinta di lui.

La madre di Ronnie, Charlene (Amy Ryan) caccia in malomodo la ragazza ma l’altro figlio Philip (Nick Robinson) crede alla versione di Melissa e ipotizza la possibilità che gli spermatozoi del fratello siano stati congelati per spiegare la sua gravidanza. Da qui poi la storia con un finale che, lo confesso, mi ha convinto nella stessa misura in cui sa sconvolgere.

Si tratta di un film ‘pananormale’? Oppure c’è dell’altro in quella strana gravidanza? No, niente spoiler. Però, c’è da rimarcare che i 96 minuti del prodotto di Rowan Athale scorrono come si deve, anche perché s’instaura nello spettatore la necessità di conoscere la verità: quel bambino è davvero del ragazzo morto tragicamente troppo giovane? Oppure Melissa nasconde qualcosa?

E soprattutto s’instaura sempre negli spettatori il desiderio della propria verità: Melissa sta avendo un figlio da un fantasma? C’è lo zampino del padre di Ronnie, che lavora in una clinica che si occupa di fertilità? C’è di mezzo uno strano rito occulto a cui fa pensare la medium? O la verità è ancora più razionale di quanto si voglia immaginare?

E non solo. Perché c’è anche la verità a cui vuole credere una famiglia devastata e distrutta dal dolore della perdita improvvisa di un figlio e di un fratello.

Sì, perché Strange But True è anche un film sul lutto, sulla sua elaborazione e sulle sue conseguenze negative in una famiglia laddove nessuno chiede l’aiuto dell’altro, almeno in modo palese. E ne è prova il fatto che il matrimonio tra i genitori finisce a causa della morte dell’adolescente perché moglie e marito smettono di comunicare, prendendo due strade diverse: da un lato c’è Charlene che si lascia soffocare dal dolore, diventando anche asociale e scontrosa; dall’altro c’è Richard (Greg Kinnear) che si fa una nuova vita con un’altra donna ma non smette mai di pensare all’altra famiglia.

Sì, consiglio la visione di questo film. Perché la trama non è scontata. Perché il finale sa sorprendere e perché la sua conseguenza ha un impatto sulla famiglia di Ronnie che fa riflettere e porre più di un interrogativo sull’esistenza umana.

Voto: 7/10.

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