Covid-19 in Cina

Dalla Cina non provengono più notizie allarmanti sui contagi da coronavirus. Il che potrebbe fare pensare che la pandemia lì, dove ha avuto origine, sia finita. Ma non è così: tutta propaganda.

Lo dimostra anche il fatto che il direttore del China Center for Disease Control and Prevention (CCCPM) ha ammesso che i vaccini cinesi hanno un’efficacia limitata e che il Paese sta valutando la possibilità di combinare dosi di diversi laboratori per potenziarne gli effetti. Lo scrive LeMonde.fr.

Gao Fu, in una conferenza che si è svolta sabato scorso, 10 aprile, a Chengdu, ha ammesso che «gli attuali vaccini non hanno un tasso di protezione molto alto. Ci sono ufficialmente piani per utilizzare diversi vaccini con diverse tecniche per il processo di immunizzazione».

Una tale mossa potrebbe avere conseguenze significative in tutto il mondo perché i vaccini cinesi vengono utilizzati in circa 20 Paesi e, in totale, più di 70 Paesi hanno stipulato accordi con i produttori di quel Paese.

Secondo diversi studi, poi, i vaccini cinesi più esportati, quelli di Sinovac e Sinopharm, hanno un’efficacia compresa tra il 50% e l’80%. In tutto, più di 115 milioni di dosi sono già state esportate dalla Cina, secondo i dati raccolti dalla società britannica Airfinity.

Tornando ai casi segnalati, quindi, ieri ne sono stati conteggiati solo due, trasmessi a livello locale nella provincia dello Yunnan. La Commissione Sanitaria Nazionale nel consueto bollettino quotidiano ha, inoltre, precisato di aver ricevuto segnalazione di 14 nuovi casi importati nella Cina continentale e di un nuovo caso sospetto registrato a Shanghai proveniente dal fuori della Cina continentale. La Commissione ha precisato che non si sono verificati ulteriori decessi correlati alla malattia.

Quindi, come può essere credibile un dato di un numero così esiguo di nuovi casi di coronavirus in un Paese dove vivono quasi 1,4 miliardi di persone e dove i vaccini hanno difetti di efficacia?

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