No, così non va bene. L’AIFA – l’Agenzia Italiana del Farmaco – ha deciso «di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 su tutto il territorio nazionale».

AIFA ha spiegato che la decisione «è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei» e l’agenzia, in coordinamento con EMA e gli altri Paesi europei, «valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione e renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose».

A quanto pare, la decisione di AIFA è stata anticipata da un incontro tra il premier Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza.

Si tratta di una notizia che, naturalmente, accresce l’ansia tra chi non ha ancora fatto il vaccino e chi si è già sottoposto a una o due dosi del farmaco di AstraZeneca.

A tal proposito, giusto sottolineare quanto affermato da Nicola Magrini, direttore generale dell’AIFA, a Radio Capital: «Chi ha già fatto il vaccino può e deve restare sicuro. I dati, come era capitato di dire in questi giorni, erano molto rassicuranti e complessivamente molto positivi, sono stati vaccinati oltre sedici milioni di europei. Questi dati di questi giorni hanno portato all’accelerazione in attesa della verifica, è una misura precauzionale».

E ancora: «Io mi sento di dire che il vaccino è sicuro, anche avendo rivisto tutti i dati. Non è stato approvato troppo presto: è stato approvato con dati meno convincenti, da cui le limitazioni anche dell’età in origine. Aveva dati meno ampi per gli anziani. Era ed è un vaccino su cui si ripongono grandi aspettative anche per i grandi quantitativi, che purtroppo non sono giunti. Questi ultimi effetti su persone giovani hanno destato un sospetto che si è voluto cogliere immediatamente. Da qui questa azione altamente precauzionale».

Tuttavia, è di oggi la notizia di una donna napoletana di 54 anni, Sonia Battaglia, ricoverata in terapia intensiva nell’ospedale del Mare di Napoli.

La notizia, diffusa dai familiari, è stata confermata da fonti sanitarie. La donna ha fatto il vaccino Astrazeneca la scorsa settimana, il lotto ABV5811, in via di sequestro in queste ore in tutta Italia.

Insomma, la decisione di AIFA è giusta perché bisogna fare chiarezza e, per una volta per tutte, occorre rassicurare a 360° gradi sul vaccino di AstraZeneca, l’unico – bisogna dirlo – coinvolto da casi di effetti collaterali gravi, seppur tutti sotto indagini e già alcuni risolti con l’accertamento dell’assenza di collegamento con il farmaco.

Però, ormai il meccanismo della paura e della diffidenza si è attivato e va preso in considerazione. Vaccinarsi è fondamentale e va protetta la propensione a farlo, altrimenti è un disastro. Quindi, meglio sospendere, attendere un esito certo e definitivo e poi riprendere con la somministrazione del vaccino. Nel frattempo, bisogna confidare su Pfizer (che ha incrementato la produttività), Moderna e sul neo arrivato Johnson&Johnson che, tra l’altro, è pure monodose.

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