In questi giorni, quando si parla del vaccino anti Covid-19 di Johnson&Johnson, si tende ad associare questo farmaco a quello chiacchierato di AstraZeneca perché entrambi condividono la medesima piattaforma virale.

Dagli Stati Uniti d’America, però, giunge una notizia rassicurante. La FDA (Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha affermato che non esiste alcun legame provato tra il vaccino J&J e le trombosi.

Nel dettaglio, le autorità sanitarie statunitensi non hanno alcuna prova di un nesso causale tra il vaccino di Johnson&Johnson e i casi di trombosi su cui l’EMA sta indagando in Europa.

«Al momento non abbiamo trovato un rapporto causale con la vaccinazione e continuiamo a indagare e a valutare questi casi», si legge in una nota della FDA.

Secondo la nota, la «FDA è a conoscenza dei casi di persone con gravi coaguli di sangue – a volte collegati a bassi livelli di piastrine nel sangue – dopo la somministrazione di J&J» e ha sottolineato «che queste condizioni possono avere molte cause diverse», precisando che continuerà a investigare.

Ma quando arriverà il vaccino di Johnson&Johnson in Italia? L’autorizzazione di EMA e AIFA è arrivata a metà marzo ma sulla distribuzione ci sono soltante ipotesi. Si è detto che potrebbe cominciare a metà aprile. Staremo a vedere. L’Italia ha bisogno di un altro vaccino, soprattutto per sopperire il rapporto di fiducia compromesso tra la popolazione e AstraZeneca.

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